|
Uno scienziato dell'Università della North Carolina sta conducendo una campagna perché sulle bottiglie delle bevande gassate sia collocata una scritta che avverta sui rischi di obesità collegati al loro consumo, così come sui pacchetti di sigarette ci sono scritte che avvertono dei rischi per la salute.
Ma l'industria delle bevande gassose contrasta l'idea, sostenendo di non essere la responsabile principale, e tantomeno l'unica, del fenomeno obesità - a seconda dei criteri, la metà degli americani, o addirittura due su tre, sono sovrappeso -.
Il professor Barry Popkin ha stabilito un rapporto tra l'aumento del consumo delle bevande e l'aumento dell'obesità nazionale e, oltre alla scritta, propone una tassa per scoraggiare il consumo e finanziare la ricerca. Kevin Keane, portavoce dell'American Beverage Association, sostiene che le bevande, come l'alimentazione in generale, sono solo una parte del problema, perché la popolazione, e specialmente i bambini, sono oggi meno attivi che alcuni anni or sono.
Popkin, inoltre, vede crearsi una sorta di dipendenza dalle bevande gassose come dal tabacco. Keane trova "assolutamente ridicola" l'idea. Il dibattito trova larga eco sulla stampa americana. |
|